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SCRITTORI NEL TEMPO con Mario Desiati

presenta “Mare di zucchero” e “La notte dell’innocenza”

Sabato 11 luglio | ore 17.30 e 20.30

Molo Santa Lucia, Porto di Trani

Mario Desiati sarà l’ultimo ospite della prima edizione di “SCRITTORI NEL TEMPO. Letture della contemporaneità”, la rassegna curata da Vito Santoro e Alessandro Aruta.

Un appuntamento speciale per quest’ultimo incontro. Infatti, lo scrittore di Martina Franca incontrerà il pubblico dei ragazzi e adulto per presentare i suoi ultimi due libri “Mare di zucchero” e “La notte dell’innocenza” nello scenario del Porto di Trani (Molo Santa Lucia).

L’incontro si svolgerà nell’ambito del progetto E’ arrivato un veliero carico di organizzato in collaborazione con il Consorzio Puglia Vision

ore 17.30 – MARE DI ZUCCHERO (Mondadori)
Introduce e coordina Maria Laura Corallo

ore 20.30 – LA NOTTE DELL’INNOCENZA (Rozzoli)
Introduce e coordina Vito Santoro 


“Mare di zucchero”


3Dnn+9_2C_pic_9788804639596-mare-di-zucchero_original«Il porto è aperto.» Prima è un bisbiglio, poi diventa uno strido, infine muta in un boato. «Il porto è aperto!» «Il porto è aperto, avete capito?» LUCA: vive in un piccolo paese nei pressi di Bari, ma si sente lontano anni luce dai suoi genitori e dai suoi coetanei. Crede a tutto, persino ai miracoli e ai santi venuti dal mare. Su un taccuino appunta le storie sempre diverse che inventa. ERVIN E LUCA: separati da appena cento chilometri, hanno più o meno la stessa età e la stessa altezza, ma non potrebbero essere più diversi e lontani… fino all’arrivo della Vlora. In un giorno d’estate del 1991, una grande nave che sa ancora di zucchero approda alle coste italiane con ventimila albanesi a bordo, tutti spinti da un sogno di libertà. Quel giorno Ervin e Luca vivono la più grande avventura della loro vita. Grazie alla penna delicata e intensa di Mario Desiati, due vite sospese si incrociano e si intrecciano in una notte di silenzi, giochi e scoperte che segnerà, semplicemente e forse per sempre, la Storia. La loro storia.


“La notte dell’innocenza”

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29 maggio 1985. Mario è un bambino di otto anni, felice perché il pomeriggio ha calzato per la prima volta nella sua vita un paio di scarpe da calcio con i tacchetti di ferro ed emozionato perché la sera la sua Juventus contenderà al Liverpool la Coppa dei Campioni nella finale in programma al vecchio stadio Heysel di Bruxelles. Le strade si svuotano, tutto il paese si ferma per assistere alla partita e anche Mario rientra precipitosamente a casa ancora sporco di terra. Accende il televisore sulle ultime note della sigla dell’Eurovisione e non può sapere che all’Heysel si è appena consumata una delle più gravi tragedie della storia del calcio. Non è il solo. Quando la diretta comincia in pochi ne hanno la percezione – a cominciare dal telecronista Bruno Pizzul –, in pochissimi conoscono la verità. Il bilancio finale sarà di trentanove morti e oltre seicento feriti, ma, sia pure in ritardo di un’ora e mezza e in una cornice spettrale, la partita verrà giocata ugualmente. Lo spettacolo non si ferma o meglio, come commentò Michel Platini diversi mesi più tardi, «quando cade l’acrobata, entrano i clown». La notte dell’innocenza è una ricostruzione chirurgica della diretta che incollò al televisore milioni di italiani sgomenti, impauriti, disgustati; è la rievocazione della partita vista con gli occhi increduli di un bambino, è una riflessione sull’eredità dell’Heysel: cosa ci ha lasciato quella notte di trent’anni fa? Cos’ha lasciato agli appassionati di calcio, alla nostra cultura sportiva, al Paese tutto e al suo immaginario? Siamo cresciuti da allora o siamo rimasti lì, con il calcestruzzo insanguinato che si sgretola sotto i piedi, in uno stadio sempre più desolatamente vuoto?