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SCRITTORI NEL TEMPO con Carmen Pellegrino

presenta “Cade la terra”

Venerdì 22 maggio | ore 19.30

Secondo appuntamento al femminile per SCRITTORI NEL TEMPO. Letture della contemporaneità, con “l’abbandonologa” Carmen Pellegrino che presenterà il suo primo romanzo “Cade la terra”, edito da Giunti. A dialogare con l’autrice ci sarà Vito Santoro, curatore della rassegna

Il libro narra di tutti quei paesi abbandonati in cui tutto avviene e niente, in verità, accade; con la terra che slitta e, pur slittando, si tiene. Il borgo-fantasma del libro è quindi solo tecnicamente immaginario: si chiama Alento.

Carmen Pellegrino cerca, scova e ridà quindi vita ai paesi dimenticati, ai posti rovinati, feriti da generazioni di oblio. Con un ostinato lavoro di documentazione fotografica e rielaborazione di storie sommerse; un poema per frammenti, crepe, ruderi e brandelli, tutt’altro che epico, di un’Italia rurale troppo in fretta immolata sull’altare del “progresso”.

Alento è un borgo abbandonato che sembra rincorrere l’oblio, e che non vede l’ora di scomparire. Il paesaggio d’intorno frana ma, soprattutto, franano le anime dei fantasmi corporali che Estella, la protagonista di questo intenso e struggente romanzo, cerca di tenere in vita con disperato accudimento, realizzando la più difficile delle utopie: far coincidere la follia con la morale. Voci, dialoghi, storie di un mondo chiuso dove la ricchezza e la miseria sono impastate con la stessa terra nera. Capricci, ferocie, crudeltà, memorie e colpe di un paese di“nati morti” che si tormenta nella sua più greve contraddizione: voler essere strappato alla terra pur essendone il frutto. Cade la terra è un romanzo che acceca con la sua limpida luce gli occhi assonnati dei morti: sembra la luce del tribunale della storia, ma è soltanto il pietoso tentativo di curare le ferite di un mondo di “vinti”, anime solitarie a cui non si riesce a dire addio perché la letteratura, per Carmen Pellegrino, coincide con la loro stessa lingua nutrita di “cibi grossolani”. Seppellirli per sempre significherebbe rimanere muti. Ma c’è orgoglio e dignità in queste voci, soprattutto femminili. Tornano in mente le migliori pagine di Mario La Cava, Corrado Alvaro e Silvio D’Arzo: prose appenniniche petrose ed evocative, come di pianto riscacciato in gola, la presa d’atto dell’impossibilità d’ogni epica. Cade la terra è tassello romanzesco importante della grande letteratura meridionale novecentesca. Che venga pubblicato ora, in altro secolo, è solo la dimostrazione che gli orologi non sempre indicano l’ora esatta.

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Carmen Pellegrino, storica e scrittrice campana, è stata definita abbandonologa. Si innamora dei luoghi abbandonati, li mappa, li fotografa, li pubblica in rete. Parla di macerie e rovine a UnoMattina. Ha un grande seguito su Facebook, dove segnala e le segnalano luoghi sconosciuti e disabitati. Da quando ha cominciato la sua rubrica su Facebook, non solo la televisione ma tutta la stampa italiana si è accorta di lei, dedicandole pagine e pagine di interventi e interviste. Cade la terra è il suo primo romanzo.