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Incontro con l’autore Fulvio Colucci

presenta “La Zattera”

Mercoledì 21 ottobre | ore 19

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il caffè letterario Luna di Sabbia ospita la presentazione del romanzo\evento di Fulvio Colucci, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Un saggio di particolare valore critico e letterario che affronta un tema scottante, la precarietà dei lavoratori del call center di Taranto nel dettaglio e più in generale di questo mondo parallelo che ormai rappresenta per i giovani e meno giovani una vera e propria zattera di sopravvivenza.

Edito da Il grillo Editore, La zattera di Fulvio Colucci è un romanzo essenziale perché da voce a tutti gli impiegati delle telecomunicazioni che vivono un’esistenza denigrante, costretti a mentire pur di strappare un contratto, costretti ad ascoltare le offese e accuse di incapacità nel risolvere un problema, costretti a non essere altro che una matricola priva di identità.

Migliaia i giovani e i meno giovani che lavorano nei call center, come unica possibilità di realizzare la propria vita e le proprie aspettative, padri di famiglie e mamme, laureati, ingegneri e musicisti costretti spesso a soccombere, ad aggrapparsi con tutte le forze a questa zattera che resiste alle onde e che rappresenta un dramma.

Presentato da Rossella De Palma, pubblicista e curatrice, Fulvio Colucci presenterà la sua nuova impresa letteraria che parte dalla storia vera e cruda di queste sei matricole da call center.

Dalla zattera è scesa Gaia. Lei ha mollato il call center, a nuoto cerca ancora la riva. Mi ha voluto raccontare come ha fatto a non perdere l’umanità. Soccorrendo un’anziana al telefono. La donna cadde, mentre raggiungeva il contatore per leggere all’operatrice il consumo 14 energetico. Viveva da sola. Gaia attivò subito i soccorsi. Qualche tempo dopo Gaia ha chiamato l’anziana per sapere come stesse, sfidando le regole della privacy che impongono di non conservare i numeri telefonici dei clienti, Questo libro è dedicato a Gaia e a tutti coloro i quali, dentro e fuori i call center, credono che nessuna cuffia possa mai coprire la voce dell’uomo.