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Emanuele Tonon

presenta “Fervore”

Sabato 12 marzo | ore 19

Ancora un altro ospite per il ciclo SCRITTORI NEL TEMPO, curato da Vito Santoro. La Luna di sabbia ospita Emanuele Tonon, autore di Fervore, edito da Mondadori.

In questo suo nuovo romanzo, per il quale si parla di una candidatura al Premio Strega, lo scrittore friulano racconta l’anno del suo noviziato in un convento francescano di Renacavata, nel centro Italia. Sono i dodici mesi della “prova”, in cui si veste il saio e ci si prepara a emettere i voti.

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Ogni risveglio è un venire al mondo: violenza dello strappo, stordimento, gloria di incontrare ciò che è vivo. Di albe così il protagonista e narratore di questa storia ne ha davanti tante, tutte quelle che compongono l’anno del suo noviziato nel convento francescano di Renacavata, in Centro Italia. Sono i dodici mesi della “prova”, in cui si veste il saio e ci si prepara a emettere i voti: un tempo assorto, di isolamento, lavoro manuale, preghiera. Giornate in cui l’esperienza interiore – estatica, a volte, a volte annichilente – si amplifica fino a invadere lo spazio della realtà concreta, sottoponendola a una reinterpretazione radicale. Il protagonista senza nome approda qui appena ventenne, infiammato da un bisogno di senso e appartenenza, deciso a rifiutare un destino omologato, disgustato dalla sensazione di essere una tra milioni di “vacche che sconoscevano la morte, che non conoscevano i ganci cui sarebbero finite appese”. Nella dimensione protetta del convento, pallida ma funzionale riproduzione del Giardino edenico, i criteri che reggono il mondo fuori non tengono, si capovolgono: le crisi epilettiche di uno dei compagni sono un ascensore per le sfere celesti, le vipere acquattate nelle sterpaglie ambiscono a iniettare veleno nei teneri polpacci dei novizi per custodirne l’innocenza, preservandoli dalla contaminazione del vivere. Le ore trascorrono nella solitudine della cella, l’alambicco in cui leggere, scrivere, sognare unioni mistiche e carnali; in comunione coi compagni, nel canto, durante i pasti, nelle riunioni intorno al fuoco; e nel lavoro: zappare la terra, raccoglierne i frutti, alternarsi nella pulizia degli spazi comuni. In una “riproposizione della giullaresca vita del santo di cui avevamo preso a seguire le orme: non l’agonizzante stratega stimmatizzato, funzionale alla Chiesa e al potere, ma il Giullare pazzo che per poco tempo aveva potuto essere Francesco”. Rapiti da una lingua intensamente poetica, da una scrittura guizzante, visionaria, tesa a catturare il simbolo che incendia il cuore del vero, attraversiamo insieme al narratore questo spazio sacro e umanissimo: le celle, la chiesa, il Coro, il refettorio, la biblioteca, i campi, il giardino, col passo solenne di una sacra rappresentazione dei nostri tempi.

Emanuele Tonon è nato a Napoli nel 1970 ed è cresciuto a Cormòns, Gorizia. Fin da ragazzo ha lavorato come operaio nell’industria del legno finché, a diciannove anni, è entrato nel convento francescano di Spello. Nel 1996, durante il triennio teologico ad Assisi, in seguito a una crisi vocazionale, ha smesso l’abito religioso. Attualmente vive a Bitetto, in provincia di Bari. Nel 2009 ha pubblicato Il nemico (Isbn edizioni), accolto con grande calore da critici e lettori, e ha vinto il premio letterario Esor-dire. Nel 2011 è apparso, sempre per Isbn, La luce prima, di prossima pubblicazione per l’editore francese Verdier con il titolo La prime lumière. Nel 2013, incluso nell’edizione tascabile del Nemico, è uscito il poemetto La mela nella schiena. Sempre nel 2013 66thand2nd ha pubblicato I circuiti celesti, un memoir dedicato a Marco Simoncelli. Di lui Antonio Moresco ha scritto: “Sono poche le persone che si accostano alle cose con tale intensità e che hanno un simile sentimento del mondo, e queste persone sono il sale della terra e sono vicine al mio cuore”.